Lidi travolti dai crolli del lungomare “A. Sorrentino”

Stagione estiva a rischio per molte attività del litorale, che subiscono danni a causa del cedimento in più punti dell’opera pubblica

Ennesimi crolli del lungomare “Antonio Sorrentino” causano ingenti danni ai lidi di Marina del Convento. I cedimenti più consistenti dell’opera pubblica hanno interessato due tratti in particolare, quello del piazzale ai piedi della scalinata di Marina del Convento e il tratto immediatamente successivo, che collega lo stesso piazzale al parcheggio di Rocca Nettuno, lato mare.

Il collasso totale dei due tratti era stato ampiamente preannunciato nei mesi scorsi da evidenti lesioni e i due tratti avevano mostrato segni di cedimento e danni consistenti anche negli anni passati. Avevamo già parlato del problema del tratto antistante i lidi “Charly” e “La pineta” e del successivo tentativo di porre rimedio in maniera definitiva attraverso un progetto rientrante nel Pisl “Costa degli Dei”, così come avevamo già parlato dei gravi danni al lungomare nel tratto di fronte ai lidi “L’oasi” e “Acquamarina Beach”, successivi ai tentativi di mettere in sicurezza il tratto, per via dell’abbassamento della spiaggia sottostante rispetto al progetto originario.

E se da un lato i crolli del lungomare hanno danneggiato le strutture turistiche, dall’altro lato anche la furia del mare ha fatto altrettanti danni agli stessi e ai lidi vicini, come il lido Albatros e il lido Costa degli Dei.

Ma ogni inverno le intemperie e la furia del mare ripresentano nuovamente il conto alle varie amministrazioni che si succedono e mettono in ginocchio gli imprenditori della costa che tentano con coraggio di investire sul territorio.

Al di là delle critiche alla validità del progetto del lungomare e alla bontà della successiva realizzazione, bisogna oggettivamente riconoscere che venti anni fa il tratto di litorale era differente da oggi e la spiaggia aveva una larghezza almeno quadrupla rispetto ad oggi (negli anni ’90 non erano rare le partite a calcio sulla spiaggia libera presente in quel punto, che comunque lasciavano spazio a un paio di file di ombrelloni). L’unica certezza è che bisogna correre ai ripari guardando in faccia la realtà: l’erosione costiera sta rapidamente cancellando la spiaggia di Marina del Convento e l’uomo può far poco per tamponare il fenomeno. Ma forse non è tardi per tentare di invertire la rotta. Gettare massi a mare, come è stato fatto a Parghelia, potrebbe evitare danni come quelli odierni, andando però a distruggere definitivamente il fondale (e con esso l’immagine) del mare tropeano. Ancor peggio se parliamo degli orrendi pennelli che si vedono in alcuni punti della costa tirrenica cosentina.

Più che tentare di tamponare questa emergenza, sarebbe necessario cercare di capire e di riconoscere, oltre che di accettare,  la causa del problema, che quasi certamente ha avuto origine nel momento in cui l’uomo ha iniziato ad abbandonare la cura dei letti delle fiumare (senza parlare della costruzione del porto turistico nel punto in cui confluiscono tre fiumare), e ad avere poca attenzione verso il territorio.

Sono le fiumare, infatti, che attraverso un processo di sedimentazione hanno mantenuto, in passato, la salute delle spiagge e della costa del nostro territorio. Per capire la quantità di materiale che le fiumare possono trasportare, basta cercare di ricordare le ultime “valanghe” di fango e detriti portate giù dai torrenti La Grazia, Argani, Burmaria nell’ultimo decennio, solo per citare le maggiori. Tutto quel materiale venuto giù, se fosse stato depositato pian piano, avrebbe di certo mantenuto la salute della costa (ma per ripristinare le zone colpite dalle valanghe di fango e per rispettare le normative nazionali ed europee, tutto è stato trasportato nuovamente a monte).

Più che spendere inutilmente soldi a mare, quindi, andando a deturpare la bellezza della costa e ignorando la risorsa rappresentata dai nostri corsi d’acqua, sarebbe necessario consorziarsi con i comuni collinari e fare rete, per riuscire a ottenere dei fondi da spendere in un progetto condiviso di gestione delle fiumare, con la creazione di argini a valle e la pulizia costante e programmata dei corsi a monte. Ciò garantirebbe, sul lungo periodo, il ripascimento della costa in maniera naturale, preservando la bellezza delle spiagge e dei fondali che negli anni ha fatto innamorare milioni di turisti di tutto il mondo.

Autore dell'articolo: Francesco Barritta

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Direttore responsabile del periodico Informa e del sito collegato, è stato collaboratore delle testate "Calabria Ora" dal 2007 al 2010 e "Gazzetta del Sud" dal 2010 al 2012. Ha inoltre diretto il mensile "Tropeaedintorni.it" dal 2010 al 2014, i periodici "TropeaInforma" e "DrapiaInforma" e ha scritto articoli per varie testate.

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