Smantellato il Piano di dimensionamento scolastico

La delibera di Niglia, modificata dalla Regione, avrebbe spostato i 175 alunni del territorio collinare drapiese nel nuovo comprensivo di Zungri, e avrebbe ridotto Tropea a 604 alunni, mettendo a rischio la stessa autonomia della scuola tropeana

Società civile, Associazione Nazionale Presidi, Politica e sindacati: tutti contro la decisione che metteva a rischio l’Istituto Comprensivo di Tropea e che avrebbe creato disagi a tutti gli studenti del comune e delle frazioni di Drapia. Per fortuna ci mette una pezza la Regione Calabria.

Le polemiche sollevate dal Piano di dimensionamento scolastico provinciale voluto dal presidente della Provincia Andrea Niglia, pubblicato il 30 dicembre, hanno indotto la Regione a prendere contromisure e a modificare parzialmente il documento, grazie ai rilievi esposti dalla III commissione consiliare, guidata dal consigliere regionale Michelangelo Mirabelloeliminando i rischi per l’Istituto Comprensivo di Tropea e per le altre scuole interessate al dimensionamento. Mirabello ha incontrato l’Assessore Federica Roccisano ed i dirigenti del Dipartimento regionale competente. Al tavolo dei lavori, sono state rilevate alcune gravi incongruenze nella proposta di piano per come redatta dalla provincia di Vibo Valentia.
Con la Deliberazione del Presidente della Provincia Adrea Niglia n. 103/2016 del 30 dicembre (scarica il documento), l’Istituto Comprensivo di Tropea e la stessa città di Tropea avrebbero subito di fatto uno scippo, rischiando di perdere le sedi ricadenti del comune di Drapia. Si tratta di due sedi dell’Infanzia, due della Primaria e una della scuola Secondaria di I grado, che sarebbero state inserite in una nuova istituzione scolastica creata ad hoc a Zungri. NigliaLa disposizione, contenuta al punto 2 della delibera, prevedeva infatti “l’attivazione di una Istituzione scolastica presso il Comune di Zungri denominata Istituto comprensivo di Zungri che comprenda le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado dei Comuni di Zungri, Joppolo, Drapia, Filandari e Zaccanopoli con la contestuale eliminazione dell’Istituto comprensivo di Cessaniti ed il distacco dagli Istituti comprensivi di Nicotera (relativamente al Comune di Joppolo)” (e da Tropea relativamente a Drapia. ndr).

Se fossero state confermate le direttive contenute della Delibera del presidente Niglia, l’Istituto comprensivo di Tropea, guidato dalla dirigente scolastica Tiziana Furlano, avrebbe perso così dal prossimo anno scolastico 175 alunni e sarebbe rimasta a quota 604, cioè più o meno il minimo per mantenere la sede con dirigenza autonoma, mentre molti docenti facenti capo all’istituto cittadino sarebbero dovuti andare a dividersi su due scuole, con tutti i disagi che ciò comporta (Collegi docenti e organi scolastici nelle due sedi di Tropea e Zungri, collaborazione professionale con due dirigenze, oltre al carico delle riunioni raddoppiate, agli orari settimanali e ai calendari scolastici da far collimare…).

Insomma, quello che potrebbe sembrare una semplice riorganizzazione della rete scolastica provinciale rischiava, per i lavoratori del settore, per gli studenti e per le famiglie, di rivelarsi un vero e proprio garbuglio. Cui prodest?

Piaceva sicuramente a Niglia, che avrebbe riportato nella sua Briatico la dirigenza e avrebbe reso nuovamente autonoma la scuola della propria città (che era fino ad oggi in reggenza alla dirigente dell’Ic Garibaldi di Vibo Valentia). Piaceva forse alle forze politiche di Zungri, che sulla pelle di tanti cittadini e studenti di Drapia, Joppolo, Filandari e Zaccanopoli, avrebbero ottenuto un piccolo avamposto scolastico.

L’Ic di Tropea e l’Ic di Ricadi sarebbero rimasti al limite del mantenimento della loro autonomia

A guardar bene, il piano piaceva a pochi: è stato bocciato dalla presidente provinciale dell’Anp Licia Bevilacqua, critica verso “le fusioni delle due autonomie scolastiche di Filadelfia e di Nicotera che comportano la riduzione di due posti di Dirigenti Scolastici nella piccola nostra provincia” e che quindi “rappresentano sicuramente il fallimento di una politica scolastica relativa alla Dirigenza”. La Bevilacqua, parlando delle “altre novità”, si domandava se il nuovo Istituto Comprensivo di Zungri fosse “un’idea nascosta o giunta in ritardo? Scire nefas (non è dato sapere) tanto – commenta ancora – il Piano è della Provincia, della politica che ruota attorno anzi di chi ha più forza politica anche fuori da essa”.

Mentre la Flc-Cgil ne ha chiesto la sospensione alla Regione e ha sottolineato che “la nascita di una nuova autonomia scolastica, come quella dell’Ic di Zungri, verrebbe accolta positivamente se questa però non fosse fonte di indebolimento di altre autonomie. Così come succederà all’Ic di Tropea e all’Ic di Ricadi che rimangono con un numero risicato di alunni al limite del mantenimento della soglia prevista per il mantenimento della loro autonomia”.

Allo stesso modo era insorto il movimento politico “Noi Con Salvini”, che attraverso il suo rappresentante provinciale Antonio Piserà è stato tra i primi a denunciare il cattivo lavoro fatto dalla Provincia sul sistema scolastico.

Inutile dire che anche dai Comuni di Ricadi e di Joppolo le rispettive amministrazioni fossero insorte. A Ricadi, il Consiglio Comunale guidato da Giulia Russo aveva richiesto al Presidente della Provincia la modifica del Piano di dimensionamento provinciale, mentre a Joppolo, un Consiglio comunale convocato d’urgenza si era espresso all’unanimità in maniera negativa alla deliberazione presa dal Presidente Niglia, chiedendo il ripristino della situazione precedente.

Ma ad andarci ancor più duro è stato il consigliere provinciale Giuseppe Rombolà, il quale ha espresso un giudizio “assolutamente negativo, oltre che per che il metodo utilizzato, anche perché si appalesa totalmente illegittima sotto più profili“.

E oltre alla Russo, proprio Pino Rombolà è tra tutti quello che forse aveva più a cuore la questione, essendo un rappresentante provinciale chiamato a difendere le istanze del territorio drapiese. “Le proposte di rimodulazione e/o ridimensionamento in esso previste – ha scritto Rombolà -, nella quasi totalità dei casi, si pongono, infatti, in palese contrasto con gli interessi pubblici che dovrebbe, al contrario, perseguire. La proposta, infatti non tiene conto della contiguità territoriale mentre sembra privilegiare interessi individualistici se non addirittura clientelari”.

Quanto detto da Rombolà è pienamente condivisibile. Perché, infatti, il territorio collinare di Drapia e le sue sedi scolastiche sarebbero dovute essere accorpate a un nascente istituto a Zungri? Come minimo, ciò avrebbe leso i diritti di molti studenti, che per le più semplici operazioni di segreteria avrebbero dovuto muoversi verso Zungri e non verso Tropea, molto meglio collegata al comune capoluogo e a tutte le frazioni, nonostante lo stato pietoso in cui la Provincia sta lasciando andare le strade.

E noi non possiamo che condividere le istanze sollevate da associazioni, sindacati e politici locali, che hanno ingaggiato una battaglia che riteniamo giusta. Criteri quali la viciniorietà, la continuità didattica garantita dalla continuità organizzativa, la storia delle istituzioni scolastiche, le opinioni dei sindaci del territorio e delle organizzazioni sindacali e di settore dovrebbero stare alla base di un simile documento.

Autore dell'articolo: Francesco Barritta

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Direttore responsabile del periodico Informa e del sito collegato, è stato collaboratore delle testate "Calabria Ora" dal 2007 al 2010 e "Gazzetta del Sud" dal 2010 al 2012. Ha inoltre diretto il mensile "Tropeaedintorni.it" dal 2010 al 2014, i periodici "TropeaInforma" e "DrapiaInforma" e ha scritto articoli per varie testate.

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