Le 7 letterine a Babbo Natale vincitrici del concorso della Pro Loco

Pubblichiamo di seguito le 7 simpatiche letterine vincitrici, a pari merito, del tradizionale concorso della Pro Loco Capo Vaticano. La premiazione è avvenuta nel giorno dell’Epifania presso il Palazzetto dello Sport di Ricadi. A partecipare al concorso sono stati tutti i bambini frequentanti le scuole del Comprensorio di Ricadi. Attraverso la lettura di queste simpatiche letterine indirizzate a Babbo Natale, si possono cogliere diverse emozioni e diversi pensieri: la gioia dei bambini per l’arrivo del Natale, ma soprattutto la consapevolezza e la solidarietà dei ragazzi più fortunati nei confronti  di quelli poveri e sfruttati, di quelli che vivono in situazioni di guerra, dei bambini e delle donne maltrattate, il desiderio di vivere in un mondo sereno e pacifico, la voglia di normalità. Tanti desideri altruistici, qualche piccolo desiderio personale, ma tanto tanto amore e l’innocenza tipica del mondo dei bambini che rifletteranno sempre l’ideale di un mondo giusto e felice.

Buona lettura e buon 2015 alla comunità di Ricadi!

Caro Babbo Natale,

Siamo quasi alla fine del’anno 2014 e tutti noi bambini siamo felici perché si avvicina il Natale. Ci sono però dei bambini che non lo festeggeranno così come noi perché c’è la crisi, ci sono le guerre… Quindi io per Natale desidererei la pace nel mondo, che non si uccida più la gente, che i bambini poveri non muoiano di fame e di sete, che la gente malata guarisca presto e soprattutto non voglio che i bambini come me si che possono permettere le cose dicano ai genitori: mamma voglio questo, papà voglio quest’altro… Sarebbe invece bello a chi governa: “Voglio la pace nel mondo” e altrettanto bello sarebbe che chi governa facesse questo bellissimo regalo a tutto il mondo.

Un caro abbraccio

Da Sofia La Torre

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Caro Babbo Natale,

mi chiamo Pasquale e ho nove anni, quest’anno volevo dirti che ho fatto il bravo bambino. Ho aiutato il mio fratellino a decorare l’albero di Natale, però qualche volta l’ho fatto arrabbiare, sai il mio fratellino è un bambino speciale, vuole sempre avere ragione lui e io cerco sempre di assecondarlo perché lo voglio bene. Io ti vorrei chiedere un regalo: quello di mio fratello è il Westiling, a cui lui è molto affezionato e appassionato e quello per me si chiama “occhio alla mano”.  Però, siccome quest’anno siamo in un mondo di crisi e non ci sono tanti soldini, vorrei per me tanta pace e serenità delle nostre famiglie. Vorrei che tutti nella nostra famiglia stiano bene. Anche se non mi porti il regalo che ti ho chiesto capirò perché sono un bambino sensibile e premuroso. Il regalo più bello che mi puoi fare e che non costa niente, è portare allegria e tanta gioia nella nostra casa e nelle case degli altri. Scusami se ho fatto qual che errore, ma non sono tanto bravo a fare lettere così importanti. Mi farebbe piacere conoscerti personalmente.

Sperando che questo sogno si avveri

Un grande abbraccio

Pignatiello Pasquale

Classe IV A – Primaria Santa Domenica

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Caro Babbo Natale, io ho visto in televisione che tanti Stati sono in guerra, che tanti bambini sono senza genitori che sono stati ammazzati in guerra,  e brulicano affamati nelle strade senza soldi. A casa mia c’è una signora di 43 anni che è una filippina, certe volte noi mandiamo dei giocattoli nelle Isole Filippine e facciamo del bene, siamo come supereroi. Vorrei tanto che i bambini poveri e senza genitori abbiamo una casa per poter stare al calduccio con tante prelibatezze sopra la tavola. Per me vorrei solo una bambola.

Bruno Miceli

Classe Terza – Istituto Comprensivo di Ricadi

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Caro Babbo Natale,

mi chiamo Giada ho sei anni e ho un fratellino che si chiama Lorenzo e ha due anni. Io credo di essere stata buona e brava, anche a scuola devi sapere che le mie maestre sui quaderni mi scrivono: super super, brava e addirittura bravissima. Ti chiedo solo due piccoli doni. Uno per me e uno per Lorenzo anche se lui è stato un poi’ monellino. Io vorrei una lavagnetta con il cancellino e tanti cassetti colorati. Invece per Lorenzo ti chiedo una macchina telecomandata. Anche questo anno sul tavolo troverai una tazza di latte caldo e tanti biscotti. Prendili sono per te. Grazie Babbo Natale.

Ti abbraccio fortissimo

Da Giada Fama’

Buon natale a tutti!

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Caro Babbo Natale, ti  chiedo di accontentare i bambini bisognosi e dargli quello che gli manca. Dona a loro, perché ne hanno bisogno molto più di noi, giochi, vestiti, scarpe, acqua, cibo e altro ancora. Ti chiedo questo non solo per i bambini africani, ma anche per i bambini di tutto il mondo.

Susanna Schiariti

Classe I A Scuola media Ricadi

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Caro Babbo Natale, ti scrivo questa lettera per scriverti tante cose belle. Prima di tutto vorrei ricordarti che nel mondo ci sono tanti bambini poveri, non hanno il cibo, non hanno le medicine per curarsi..

Io vorrei tanto che anche i bambini che non hanno niente avessero qualcosa. Infine, anch’io vorrei un dono, per prima cosa vorrei che i miei genitori e il mio bambino stiano sempre bene . Io vorrei lo smart 4 mini che è un telefono. SEI CARINO, SEI VIVACE, SEI IL BABBO NATALE CHE MI PIACE!

Con affetto

Alessio Rasulo

Classe IV Primaria Santa Domenica

Buon Natale

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Caro Babbo Natale,

Quest’anno, prima di parlarti del solito “voglio questo e quello”, vorrei farti un discorso importante: l’altro giorno la mia professoressa ha parlato di una donna, una mamma che ha 7 bambini. Suo marito è morto alcuni anni fa e lei deve occuparsi dei suoi bambini da sola. Alla donna hanno fatto un’intervista e in questa lei dice che, per la carestia che c’è dove vive lei, non si può nutrire abbastanza da produrre latte per darlo ai suoi bambini, i più piccoli, così deve dargli acqua e zucchero per sfamarli, altrimenti li deve lasciare piangere tutta la notte. Per procurarsi questo poco cibo deve lavorare e dice che qualche volta riesce a trovare alcuni lavori temporanei e così, anche se non guadagna tanto, riesce a comprare qualcosa da fare ai suoi bambini. Ora la mia domanda è: perché quei bambini devono morire di fame? Perché non c’è nessuno che li aiuta? Io una breve risposta ce l’ho ed è “perché la gente è egoista”. Oramai la gente pensa solo a se stessa e non agli altri. Dio dice “amate il prossimo come amate voi stessi”, ma queste parole nessuno le mette in pratica, si utilizza solo una parte di queste “…amate voi stessi”, per la maggior parte della gente sono queste le parole di Dio, proprio perché è egoista. Noi invece, che abbiamo tutto il cibo che vogliamo, ci giochiamo o non lo mangiamo. Babbo Natale abbi pazienza, perché non ho ancora finito, ora voglio parlare di qualcos’altro: circa un mese fa sono andata ad una conferenza sulla violenza sulla donna, alcune persone hanno parlato delle cause di questo fatto, delle conseguenze e che il 95% delle donne maltrattate dai propri partner non li denuncia, sta zitto e continua a fare maltrattare. Una volta ho letto una scritta dove c’era scritto “il silenzio uccide la dignità” ed è assolutamente vero!!! Molte donne muoiono per questo maltrattamento proprio perché si lasciano maltrattare; ma perché non parlano e stanno zitte? Perché si lasciano maltrattare? Ho una risposta anche a questa domanda ed è “amano così tanto il loro compagno che pur di vivere una vita con loro (o quello che gli lasciano vivere) si lasciano bistrattare”. Babbo Natale, tu con me devi avere un sacco di pazienza, perché io devo ancora parlarti molto: qualche mese fa abbiamo studiato in storia la Prima guerra mondiale, e nel libro c’erano scritte diversi tipi di cause per cui essa è avvenuta e quelle che mi hanno colpito di più sono state le politiche, praticamente tutta l’Europa era in litigio. Ed è meglio non parlare dei morti: “10 milioni”. Le guerre ancora oggi ci sono, e forse non finiranno mai,ma perché si odiavano tutti questi Stati? Perché hanno deciso di andare in guerra per degli stupidi litigi? Come immaginerai ho già la risposta, de essa è “l’odio della gente talmente forte che si arriva a combattere in guerre pur di abbattere l’individuo o gli individui con cui non si va d’accordo, con i quali si prova un sentimento terribile, ma oggi molto utilizzato dalle persone, l’odio”. Babbo Natale, abbi ancora un po’ di pazienza che ho quasi finito. Appena una persona di un colore incontra una persona con il colore diverso dal suo comincia a bistrattarla, e questo si chiama razzismo. Perché succede? Per la “paura del diverso”, il razzismo dovrebbe essere scomparso già da tempo, ma a quanto pare non lo è del tutto. Perciò secondo me dobbiamo imparare a capire che siamo tutti uguali. Ora puoi stare tranquillo, perché sto per finire, come ultima cosa vorrei parlare di noi ragazzi di oggi che odiamo andare a scuola. Solo che noi, quando pensiamo solo alla parola scuola ce ne lamentiamo. E questo succede perché noi non vediamo il suo lato bello, quello in cui essa ci da la possibilità di imparare, di crescere colti. Inoltre, noi possiamo vivere la fanciullezza in pieno divertimento. Ci sono invece alcuni bambini o ragazzi come noi che queste possibilità non ce le hanno perché sono poveri o perché sono sfruttati per lavorare e a volte i luoghi di lavoro si trovano in posti pericolosi dove non arriva nemmeno un raggio di sole e di questo ne conseguono malattie  e morte. Alcune persone preferiscono far lavorare i bambini  anziché gli adulti perché sono più convenienti: non li devono pagare tanto e lavorano meglio. La maggior parte delle volte questi bambini vengono anche picchiati. Questo però è sbagliato da parte loro, perché tutti i bambini hanno il diritto di vivere la propria fanciullezza con allegria. E allora perché ci sono adulti che fanno queste cose sapendo che non si dovrebbero fare? Sempre per egoismo ovviamente, ripeto per l’ennesima volta che “l’uomo pensa solamente a se stesso!!!” e non agli altri, “per lui l’altruismo e la solidarietà non esistono”.

Ora che ti ho parlato di tutto questo, ti dirò come desidero questo Natale: fai in modo che questi problemi non esistano, che l’uomo in mente abbia il pensiero costante di altruismo e solidarietà, che gli uomini amino le loro mogli  le loro compagne, che tutto quell’odio che esiste si trasformi in tanto, anzi tantissimo amore, che i bambini possano vivere felici e spensierati la loro infanzia e che fossimo considerati tutti uguali. Chiedo solo questo per Natale, l’amore reciproco.

Maria Pia Guerrera

Classe 3° C Santa Domenica di Ricadi

Autore dell'articolo: Romina Vietti

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