Joppolo: il Consiglio Comunale approva il piano di riequilibrio finanziario dell’ente

Unico strumento possibile per evitare il dissesto finanziario

Il consiglio comunale che si è tenuto nello scorso mese di novembre, per l’argomento trattato, rappresenta uno sparti acque per il comune di Joppolo. Infatti, l’oggetto all’ordine del giorno deliberato con i soli voti della maggioranza è stato il piano di riequilibrio finanziario.

“Ci troviamo a dover prendere una decisione dolorosa ma ampiamente ponderata – fa sapere in una nota il gruppo consiliare di maggioranza – come è noto con la delibera di consiglio comunale del 30/07/2019, di presa d’atto della mole debitoria dell’Ente, verifica degli equilibri di bilancio e assestamento generale, l’Ente ha fatto ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale come conseguenza della non permanenza degli equilibri di bilancio relativi alla parte corrente”.

Premesso questo i consiglieri di maggioranza ricordano le cause che hanno determinato questa criticità: “Il ripiano del disavanzo straordinario del 01/07/2015 derivante dal riaccertamento dei residui pari a 3.918.428 euro che il Comune dovrà pagare con una rata da 130.614,27 euro all’anno per 30 anni; l’acquisizione di ben tre anticipazioni di liquidità dalla Cassa Depositi e Prestiti a cui il comune ha fatto ricorso per il pagamento di debiti certi, liquidi ed esigibili al 31 dicembre degli anni 2013, 14 e 15, nello specifico: per 937.514 euro nel 2013, per 1.000.000 euro nel 2014 e per 1.559.712 euro nel 2015. Il ricorso alle suddette anticipazioni è stato in totale pari ad euro 3.497.226 che l’Ente sta onorando pagando una rata di circa 152.828 euro/annui per 30 anni, a cui va aggiunta, fino al 2030, la quota annuale pari a di 219.027 euro per mutui contratti a partire dalla metà degli anni ‘70 e fino al 2010 per la realizzazione di opere di pubblica utilità. Ed, infine, un minore gettito IMU per circa 80.000 all’anno, relativo al fondo di rotazione chiesto nel marzo del 2014, operato dal Ministero Economia e Finanze, fino a completa estinzione del debito (5 anni)”. Asserito il dato oggettivo che questa situazione debitoria è stata ereditata, i consiglieri guidati dal primo cittadino Carmelo Mazza sottolineano: “Davanti ad una situazione debitoria così ampia e complessa, noi non ce ne siamo lavati le mani, non siamo fuggiti. Abbiamo affrontato la situazione con grande serietà e senso di responsabilità prendendoci in carico la problematica e cercando di trovare delle soluzioni adeguate a ripristinare gli equilibri finanziari e salvaguardare creditori, dipendenti e amministratori, nella più totale trasparenza e legalità. Una posizione politicamente molto difficile da sostenere poiché questa maggioranza dovrà accollarsi decisioni difficili e impopolari. Ma questo significa anche grande senso di responsabilità e rispetto per i cittadini.

Quelle responsabilità che sicuramente andavano prese prima, quando ancora le possibilità per cambiare rotta erano ancora molteplici e fattibili. In questo momento siamo chiamati ad esprimerci sull’approvazione dell’unico strumento a disposizione per evitare il possibile “dissesto finanziario” al fine di ristabilire gli equilibri finanziari e di cassa presenti e futuri”. Analizzando meglio la procedura relativa al piano di riequilibrio possiamo asserire che il consiglio comunale, sulla base di quanto deliberato, ha chiesto al Ministero dell’Interno di accedere ad un fondo di rotazione, previsto per legge a favore dei Comuni in difficoltà, fondo che consente di poter adempiere al pagamento dei creditori spalmando poi il debito in un arco temporale di 10 anni.

A questo fondo si accede attraverso la presentazione alla Corte dei Conti, entro 5 giorni, di un piano di riequilibrio finanziario dettagliato e strutturato, sia negli obiettivi da raggiungere che nei tempi da rispettare. Un piano peraltro che sarà monitorato costantemente, almeno ogni 6 mesi, da parte della Corte dei Conti. Il Piano di riequilibrio agisce su quattro linee di intervento: riduzione della spesa (riduzione acquisti di beni e servizi ed estinzione mutui); accesso al fondo di rotazione; lotta all’evasione; aumento delle entrate (alienazioni e valorizzazioni di beni immobili). “Purtroppo – concludono i consiglieri di maggioranza – oggi non abbiamo la certezza che il piano formulato venga approvato e che questo fondo venga concesso, quello che di certo sappiamo è che questa è l’unica possibilità che la legge ci mette a disposizione per tentare di rimettere il nostro comune nella giusta direzione”.

 

Autore dell'articolo: Ambrogio Scaramozzino

Ambrogio Scaramozzino
Ambrogio Scaramozzino si è laureato in Scienze Politiche, nel 2010, presso l’Università degli Studi di Milano, con una tesi dal titolo: “’Ndrangheta e Pubblica Amministrazione. Lo scioglimento delle amministrazioni locali per mafia: il caso di Lamezia Terme”. Collabora con Informa, gia' direttore direttore responsabile del portale JoppoloInforma.it, è responsabile della pagina di Joppolo sul bimestrale free-press "Informa". Corrispondente e collaboratore storico del Quotidiano del sud dal 2011.

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