MORTE DI TIZIANA LOMBARDO: LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE NON PUÒ ESSERE ACCOLTA

PresaDiretta di Rai3 ha focalizzato il caso con una trasmissione a lei dedicata

“In data odierna (7 ottobre 2019) è stato notificata alla famiglia che la richiesta di archiviazione, allo stato, non può essere accolta e che è stata fissata udienza camerale il giorno 5 febbraio 2020″ 

A distanza di quasi tre anni dalla sua morte, si continua a parlare di Tiziana Lombardo, la giovane madre che ha perso la vita il 5 gennaio 2017, pochi giorni dopo aver dato alla luce la sua secondogenita presso l’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia. Dopo la denuncia del marito e dei familiari, assistiti dagli avvocati Ruffa e Catalano, il PM Claudia Colucci aveva avviato le indagini per far luce sulla vicenda nei confronti di dieci medici del reparto di ginecologia. Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del marito, che fa seguito anche alla ricostruzione della vicenda, andata in onda nella  trasmissione PresaDiretta di Rai3, disponibile anche su Raiplay.

In data 8 agosto 2019 ci è stato notificato che il Pubblico Ministero che dal 19 maggio scorso è titolare delle indagini per la morte di Tiziana Lombardo, Ciro Luca Lotoro, ha richiesto l’archiviazione per i dieci medici indagati per concorso in omicidio colposo.

Gli siamo grati per aver dato impulso a un caso che era fermo da troppo tempo. Tuttavia, la sua richiesta  non può portare all’automatico accoglimento della stessa, soprattutto quando si tratta di un caso così delicato per il quale, dopo due anni e mezzo di indagini, non sono ancora state date delle risposte esaustive ai tanti interrogativi sollevati da due consulenti tecnici di parte e dalle decine di pagine di denunce che io stesso – essendo stato personalmente presente ai fatti – ho scritto e depositato.

In particolare, i nostri consulenti tecnici hanno più volte rilevato l’esistenza di un evidente nesso causale tra la condotta omissiva e colpevole di alcuni degli indagati – e di altri individui per nulla indagatie la morte di Tiziana.

Alla luce di tutto questo, ci opporremo con tutte le nostre forze, nei limiti offerti dalla legge, al provvedimento richiesto dal PM. Perché a Tiziana Lombardo – così come a tutte le altre innocenti donne morte dopo il parto –  si deve Verità e Giustizia.

Antonio Libertino

Autore dell'articolo: Redazione

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