Il “Pecorino del Monte Poro” promosso dall’Unione Europea

La Commissione europea ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE, la domanda di registrazione della futura Denominazione d’origine protetta (DOP).

Ulteriore decisivo passo in avanti per il riconoscimento finale da parte dell’Ue del formaggio “Pecorino del Monte Poro”, prodotto nei comuni della provincia di Vibo Valentia. La Commissione europea ha  pubblicato nella giornata di venerdì, sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue, la domanda di registrazione della futura Denominazione d’origine protetta (DOP). Da questo momento, secondo la norma europea, coloro che vorranno sollevare obiezioni alla registrazione del “Pecorino del Monte Poro”, avranno tre mesi di tempo per farlo, superata tale data e se nessuno avrà sollevato riserve, l’eccellenza agroalimentare calabrese potrà essere iscritta nel Registro europeo delle Denominazioni d’origine e Indicazioni geografiche protette (DOP e IGP) e delle Specialità tradizionali garantite (STG) tutelate contro imitazioni e falsi.

Il nostro Pecorino, che non ha bisogno di presentazioni, è prodotto esclusivamente con latte ovino, non sottoposto a alcun intervento di termizzazione, e caglio che può essere consumato fresco, semi-stagionato e stagionato. Le caratteristiche organolettiche sono caratterizzate da un sapore fragrante, con aromi di fiori selvatici, di macchia mediterranea e di fieno, pastoso e piacevolmente nocciolato all’assaggio, caratteristiche che diventano sempre più intense con l’aumentare del periodo di stagionatura. Sulla Gazzetta Ufficiale Ue, inoltre, è precisato che la zona di allevamento degli ovini, nonché di produzione e stagionatura del Pecorino del Monte Poro, è rappresentata “esclusivamente” dal territorio dei seguenti comuni della provincia di Vibo Valentia, tutti appartenenti al comprensorio del Monte Poro: Joppolo, Spilinga, Zungri, Rombiolo, Nicotera, Limbadi, Zaccanopoli, Drapia, Filandari, Briatico, Ricadi, Maierato, Mileto, San Calogero, Parghelia, Pizzo Calabro, Stefanaconi, Filogaso, Tropea, San Costantino Calabro, San Gregorio d’Ippona, Sant’Onofrio, Vibo Valentia, Zambrone, Cessaniti, Ionadi e Francica.

Questo traguardo, che potremmo definire finale, arriva dopo un lungo iter che è iniziato dapprima con l’acquisizione del parere favorevole da parte della Regione Calabria, e poi con quello del del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, quest’ultimo avvenuto oltre un anno fa. Traguardo questo della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue della domanda di registrazione della DOP del pecorino che appaga e rende orgogliosi i soci del Consorzio per la tutela del Pecorino di Monte Poro, presieduto da Antonio Monteleone, che hanno da sempre creduto e lavorato affinché si arrivasse al riconoscimento del DOP a questo pregiatissimo e apprezzato formaggio che rappresenta la tradizione agro-pastorizia del Monte Poro tramandata da generazione in generazione e nello stesso tempo lo sviluppo e la valorizzare degli allevamenti ovini e delle piccole aziende che costituiscono il tessuto economico dell’area del Monte Poro.

Autore dell'articolo: Ambrogio Scaramozzino

Ambrogio Scaramozzino
Ambrogio Scaramozzino si è laureato in Scienze Politiche, nel 2010, presso l’Università degli Studi di Milano, con una tesi dal titolo: “’Ndrangheta e Pubblica Amministrazione. Lo scioglimento delle amministrazioni locali per mafia: il caso di Lamezia Terme”. Collabora con Informa, gia' direttore direttore responsabile del portale JoppoloInforma.it, è responsabile della pagina di Joppolo sul bimestrale free-press "Informa". Corrispondente e collaboratore storico del Quotidiano del sud dal 2011.

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