Culture a Confronto: presentato il programma dell’edizione 2019

Conferenza stampa di presentazione all’Antico Sedile di Tropea

Presenti Andrea Addolorato, Francesco Barritta, Marcello Perrone, Domenico Gareri e il sindaco di Tropea Giovanni Macrì

Si è svolta Venerdì 16 agosto la conferenza stampa di presentazione della sesta edizione dell’atteso evento  dell’agosto tropeano Culture a Confronto. Anche quella di quest’anno,  si preannuncia essere un’edizione molto bella, con ospiti di rilievo nazionale ed internazionale e con gruppi folkloristici di assoluto valore provenienti dai cinque continenti.

Dopo il breve video di presentazione di seguito visionabile, una carrellata sui gruppi ospiti della sesta edizione, offrira’ una panoramica generale sulla valenza e sulla effettiva risonanza internazionale della manifestazione in programma il 21 e il 22 Agosto ai piedi del Santuario di Santa Maria dell’Isola. Per il programma completo e per altre informazioni premere qui.

IL GRUPPO FOLK “CITTÀ DI TROPEA”
Tropea, Calabria – Italia

Era l’ottobre del 2001 quando un gruppo di 10 ragazzi di età compresa tra 18 e i 28 anni, avendo già maturato, malgrado la loro giovane età, una discreta esperienza dovuta a degli studi sulle tradizioni popolari e alla partecipazione a numerose rassegne folkloriche, riunendosi e condividendo gli stessi obbiettivi, decidono di dar vita il 15 aprile 2002 all’Associazione Culturale Gruppo folk Città di Tropea. Il Gruppo folk Città di Tropea non ha fini di lucro e utilizza i propri fondi per scambi culturali con altre Associazioni, per promuovere, favorire e far rivivere la storia della cultura popolare di Tropea e di tutta la Calabria mediante studi e ricerche, per curare la raccolta di documentazione demologica, per promuovere e gestire corsi di ballo tradizionale e corsi di strumenti tipici popolari ed è disposto a valutare la partecipazione e la collaborazione a qualunque iniziativa e con qualunque associazione che sia di carattere sociale e per il bene della collettività.

LE NUOVE GENERAZIONI
Da allora, circa 100 ragazzi si sono alternati partecipando alle attività dell’Associazione, che da sempre si batte per favorire un equilibrato processo di crescita degli elementi di conoscenza delle tradizioni storiche e culturali, infatti fin dalla sua nascita ha ritenuto opportuno associarsi alla FITP (Federazione Italiana Tradizioni popolari) e ha sempre cercato negli anni di partecipare alle attività che la stessa ha proposto e che continua a proporre, per poter così ampliare il proprio bagaglio di conoscenza e cultura, confrontarsi con usi, culture e tradizioni di altri popoli.
Questo costante impegno ha fatto sì che il Gruppo folk Città di Tropea abbia potuto partecipare, in questi anni di attività, ad importanti rassegne in Italia, in Europa e in America. Già da diversi anni promuove l’insegnamento del folklore, delle tradizioni e dei dialetti della propria città all’interno delle scuole primarie attraverso dei progetti mirati e riconosciuti dalla Comunità Europea. Da questa esperienza, nel gennaio del 2013, nasce il Gruppo dei Piccoli, che oggi conta circa 20 bambini.

 

Compañía Nacional CONADANZ
La Paz – Bolivia

La compagnia nazionale Conadanz, fondata da Yolanda Mazuelos Pool nel 1993, proviene dalla capitale della Bolivia, La Paz, e stabilisce, a cominciare dal 1995, una collaborazione strategica con l’orchestra Música de Maestros diretta da Rolando Encinas, costituendo un laboratorio di ricerca etno-folklorico tendente a studiare, conservare e tramandare tutti gli stili delle varie culture del paese, creando uno spettacolo in cui si armonizzano le movenze ed i ritmi nel rispetto della tradizione, dando risalto alle leggende ed ai miti atavici trasmessi per secoli dai popoli boliviani.
Il gruppo diffonde nel mondo i ritmi e le movenze folkloristiche degli altipiani e delle valli Andine.
Conandanz, ha preso parte a molte manifestazioni locali, nazionali ma soprattutto internazionali, esibendosi in molti paesi europei ed americani e partecipando a grandi eventi culturali anche in Cina.
A dirigere con passione e competenza la compagnia nazionale Conadanz è la signora Yolanda Mazuelos, mentre il pool orchestra è coordinato dal signor Rolando Encinas.

LA CHOVENA
La chovena, o chobena, è una danza tipica dell’est boliviano, più precisamente della zona di Chiquitana, che viene ballata durante le feste di carnevale. È un genere musicale nativo appartenente alla cultura guaraní, con una lunga storia tipica dell’era precolombiana.
Di ritmo marcatamente nativo e movimenti allegri, fraseggi brevi, ripetuti costantemente in 2/4, ha molte analogie con i taquirari: sistemi ritmici e tonali, binari, sincopati, ecc.
Questa è una delle danze più antiche, che ha origine sia dalla componente spagnola che dai gesuiti giunti in Bolivia nel processo di evangelizzazione. I missionari preservarono questa danza come parte della musicalizzazione, e poiché non aveva parole, sono stati inclusi i violini, per ottenere maggiore cadenza e volume.
Viene eseguita accompagnata da strumenti musicali come il flauto, la chitarra, i violini, la scatola e il tamburo. L’abito dei ballerini comprende grandi pennacchi di piume e di lance, che hanno un risalto grazie al ritmo di “andare e venire” alla maniera di una danza guerriera. I testi sono tutti semplici e riguardano fatti della vita quotidiana di questa cultura.
La chovena inizia con il ritmo imposto dalla batteria e da vari strumenti a fiato. In due file, donne da una parte e uomini dall’altra, i ballerini iniziano il loro percorso: l e donne si prendono la vita, gli uomini battono le mani segueno il ritmo del tamburo. Quindi gli uomini vanno davanti alle donne, alzano i cappelli con entrambe le mani fino a raggiungere le braccia e poi li abbassano in segno di riverenza.
Alla fine, lasciano andare le mani e formano le coppie, per avanzare di un altro tratto presi dalla vita, vengono rilasciati di nuovo e alzano le mani per ripetere oltre la coreografia, sempre a ritmo di semitrote.

IL FOLKLORE BOLIVIANO
La peculiarità del folklore boliviano risiede nella melodiosità dei suoi flauti: la quena e las zampoñas e degli strumenti tipici come il charango accompagnati dalle percussioni della tambora, della bomba e dei sonagli rituali.
Il folklore della Bolivia è il risultato del sincretismo culturale delle tradizioni, dei costumi e delle credenze degli indigeni e degli spagnoli durante il periodo della conquista. Nel campo della danza, la Bolivia è il paese con il maggior numero di balli riconosciuti e protetti dall’UNESCO in Sud America con 15 balli.
A La Paz, tra le altre cose, si svolge la Festa di Gesù della Grande Potenza o Festa del Signore della Grande Potenza. Il festival sviluppa diverse pratiche religiose e festive di sincretismo tra il cattolico e l’ Aymara, tra cui Challa , ingressi folcloristici, la celebrazione delle masse cattoliche e lo sviluppo di prestigio.
GLI ZULU DEL SOUTH AFRICAN JINGLE
Durban, Kwazulu-Natal – Sudafrica

Il South African Jinge è una delle molteplici associazioni culturali del Regno Zulu, che nel corso degli anni ha dato l’opportunità a molti giovani di coltivare studiare e migliorare i loro talenti nelle arti creative ed elevarli ai livelli dell’eccellenza professionale.
Il gruppo proviene dalla città di Durban, la principale realtà urbana dello Stato del KwaZulu Natal ed è attualmente composto da oltre 20 elementi.
Lo spettacolo, incalzante nel ritmo, mostra un caleidoscopio di danze tradizionali sudafricane.
Il repertorio del gruppo South Africa Jingle si basa in special modo sulle danze appartenenti all’ethnos Nguni, ed in particolare degli Zulu, accompagnati dagli ammalianti canti corali eseguiti al ritmo dei tamburi ‘Nguni, sotto la guida di un grande Djembe.
Questi canti sono capaci di catturare l’attenzione di ogni platea, grazie alle spettacolari coreografie acrobatiche.
Lo scopo principale dell’associazione è quello di sviluppare nei suoi aderenti le percezioni positive e la reciproca comprensione, per vivere insieme delle esperienze positive nel perseguimento del rispetto dei valori etnici.
Nel quotidiano, il gruppo sviluppa molteplici progetti culturali per la comunità locale, con manifestazioni benefiche ed educative, esibendosi sui palcoscenici di tutto il Sud Africa.

GLI ZULU
Queste genti sono arrivate in Sudafrica nel corso del XIV secolo, provenienti dall’Africa centrale. Gli Zulu sono circa 11 milioni e si trovano principalmente nell’area della provincia di KwaZulu-Natal in Sudafrica. Il loro nome deriva da amazulu, che nella loro lingua, l’isiZulu, significa “gente del cielo”. Il Regno Zulu svolse un ruolo determinante nella storia del Sudafrica nel XIX secolo. Durante il regime dell’apartheid, gli Zulu venivano considerati come cittadini di livello inferiore; oggi sono il gruppo etnico più numeroso del paese e godono degli stessi diritti degli altri cittadini sudafricani.
Durante gli anni dell’apartheid, lo zulu è stato ignorato dal governo e tutto l’insegnamento nel paese era fatto in inglese o afrikaans.
Dopo la fine dell’apartheid nel 1994, la cultura zulu ha ritrovato vitalità. Ci sono giornali e programmi televisivi in lingua zulu a Johannesburg e Durban, le città più grandi del paese. La maggioranza di studenti sudafricani ha cambiato seconda lingua a scuola, abbandonando l’afrikaans ed iniziando lo zulu. Lo zulu inoltre sta diventando una lingua franca del Sudafrica.

I CANTI CORALI
Gli stili di canto degli Zulu e la loro eredità Nguni sono meritevoli di una menzione speciale. Come in gran parte dell’Africa, la musica è altamente considerata, permettendo la comunicazione d’emozioni e situazioni che non possono essere espresse attraverso la parola.
La musica Zulu incorpora il ritmo, la melodia e l’armonia e si sta diffondendo a livello globale.


La Compagnia di Danza
DESDE EL ALMA
San Luis, Cuyo – Argentina

La compagnia di danza “Desde el Alma” viene fondata dalla professoressa Verónica Beatriz Funes nel 2011, che ne diventa direttrice, affiancata dal professor Nelson Emmanuel Gómez, che svolgerà il ruolo di coreografo. I due operano nella città di San Luis, capitale della provincia di Cuyo, nella Pampa arida ai piedi delle Ande in Argentina. La compagnia è formata da oltre 70 membri ed ha l’obiettivo di salvaguardare, diffondere e trasmettere il meglio della cultura popolare argentina ponendo in evidenza soprattutto quella locale o Puntana, tradizionale della regione Cuyana.
La compagnia di danza Desde el Alma rappresenta tutte le regioni del paese attraverso la musica e la danza nei suoi differenti stili tradizionali e stilizzati delle Chacareras, Cuecas, Zambas, Malambos, Tonadas, Tango y Milongas.
La compagnia, negli ultimi cinque anni, ha partecipato a numerosi festival ed eventi culturali locali nazionali ed internazionali (Italia, Francia, Ecuador, Messico) ricevendo premi e riconoscimenti nelle varie categorie di danze tradizionali.
In questo tour la compagnia è formata da 15 ballerini e 3 musicisti, che rappresentano il livello più elevato dell’accademia.

GENTE LABORIOSA
La regione del Cuyo è fortemente vocata all’agricoltura, in particolare alla viticoltura: si tratta infatti della principale zona di produzione vinicola del Sudamerica, per volume di raccolta e superficie coltivata. Con 16 milioni di ettolitri all’anno, la regione di Cuyo produce infatti l’80% di tutto il vino argentino e si pone al quinto posto tra le regioni vinicole di tutto il mondo. Per comprendere quanto fosse importante questo prodotto per l’economia della regione, basti pensare che alla vendemmia è addirittura dedicata una festa nazionale.

LA TRADIZIONE FOLKLORICA
Il folclore argentino annovera una consistente lista di folclori minori, meno conosciuti in quanto, a volte, sono variazioni locali di danze più affermate. Dalla storia di queste danze emerge una realtà a volte sottovalutata.
Le canzoni tradizionali di San Luis, ad esempio, sono quelle alla base del folklore musicale Cuyano. Elogiano amore e dolore, nostalgia e speranza, patria e libertà, sempre con passione e bellezza, supportate dai melodiosi accordi di una chitarra.
Accanto alle canzoni tradizionali, San Luis ha anche una danza locale molto particolare: la puntana. Questa danza è il ballo tipico degli abitanti di San Luis. La città, infatti, fu nominata per un breve periodo San Luis de la Punta de los Venados, da cui il termine puntanos con cui vengono comunemente designati i suoi abitanti.
La danza prevede una coppia libera e indipendente i cui ballerini sono disposti l’uno di fronte all’altro alle estremità di una linea parallela allo spettatore. Uomini e donne si avvicinano e si allontanano, si scambiano di posto e alla fine si abbracciano. I momenti cruciali sono lo zapateo (uomini) e lo zarandeo (donne). Lo zarandeo è una movenza assolutamente femminile, le donne agitano graziosamente le loro ampie gonne mentre avanzano o retrocedono. Gli uomini sono invece impegnati in un gioco dei piedi che battono sul suolo di punta e di tacco, avanzando e indietraggiando. Più complicato é l’arricchimento decorativo dello zapateo con movimenti anche trasversali.
La danza, insomma, è lo sviluppo di un delicato corteggiamento.

Autore dell'articolo: Lucio Ruffa

Lucio Ruffa
Direttore responsabile della testata online di periodicoinforma.it ha il suo blog personale dedicato alla citta' di Tropea consultabile in rete all'indirizzo www.tropeaperamore.it Per tre anni Assessore alla Cultura della propria citta' lo appassionano la musica classica che insegna ai ragazzi dell'IC di Tropea e la bellezza della vita. Svolge attivita' amatoriale di informazione sul territorio della Costa degli Dei per pura passione.

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