Intervista a Roberto Scalfari

Il vice sindaco di Tropea Scalfari fa il punto sui principali temi

«Su palazzo Giffone siamo molto fiduciosi»

Nel pieno della stagione turistica abbiamo voluto porre qualche domanda all’avv. Roberto Scalfari, vice sindaco ed assessore al personale del Comune di Tropea. Abbiamo volutamente affrontato solo gli argomenti più caldi, riservandoci di fare un bilancio completo dopo la stagione estiva. L’avv. Scalfari ha risposto alle nostre domande precisando anche come vadano interpretate alcune recenti (e molto discusse) disposizioni emanate da questa amministrazione. Lo ringraziamo per la disponibilità e ci auguriamo che tale intervento possa essere utile per meglio comprendere l’attuale vita amministrativa della città.

Lei attualmente è vice sindaco nonché assessore al personale ma già altre volte ha ricoperto incarichi elettivi presso il Comune di Tropea. Nota qualche differenza in lei e nella cittadinanza dal suo primo mandato ad oggi?

Evidentemente sì. Intanto, sono maturato anche politicamente quindi ho una visone diversa della città e dei suoi problemi, poi, rispetto alle mie passate esperienze, ricopro un ruolo di grandissima responsabilità che, gioco forza, mi obbliga ad un approccio differente rispetto alle tematiche che interessano la nostra comunità. Quanto alla cittadinanza, noto un significativo miglioramento del senso civico, un maggiore senso di responsabilità e predisposizione alla collaborazione.

Dallo scorso ottobre ad oggi state lavorando per dare un volto nuovo alla città. Secondo lei perché finora non solo i Commissari straordinari ma nessuno è riuscito a dare il minimo di decoro urbano alla città?

Per i Commissari la risposta è abbastanza scontata e banale ed è insita nella natura del loro mandato. In effetti, salvo avere la fortuna di imbattersi in persone particolarmente sensibili, responsabili e con alto senso per le istituzioni, mancando un legame con la comunità che si governa, non ci si può aspettare nulla di buono da parte di chi è chiamato a governare un momento patologico. Per le passate amministrazioni, come per la nostra, il giudizio compete ai nostri concittadini ed alle centinaia di miglia di turisti che ci onorano della loro presenza.

Sono state emanate diverse ordinanze di divieto, l’ultima quella che prevede, fra l’altro, il divieto di camminare “scalzi” nel perimetro cittadino ad eccezione della zona marina. La gente si chiede se tutto ciò abbia il fine di innalzare il livello di qualità turistica, oppure se sia solo per tutelare il decoro della città?

Le ordinanze che abbiamo emanato di recente vanno proprio nella direzione da lei indicata. Abbiamo idee molto chiare al riguardo. La nostra città rappresenta uno dei siti turistici più belli ed esclusivi al mondo, quindi, il suo decoro, in tutte le sue declinazioni, va preservato. Puntiamo ad un miglioramento della qualità della domanda. Tropea, nella nostra idea di sviluppo e programmazione turistica, non vuole essere per tutti.

Vi è un rapporto dialettico con le opposizioni?

Direi di sì. Il consigliere Romano, molto presente, ama profondamente Tropea perciò il dialogo con lui ed il suo gruppo è costantemente aperto ed il confronto estremamente sereno, leale ed onesto.

Molti Comuni hanno problemi di bilancio a causa della diminuzione dei trasferimenti statali, dell’evasione dei tributi e della generale crisi economica. Il nostro Comune come è messo?

Ovviamente patiamo lo stesso problema che interessa la generalità dei Comuni italiani. I trasferimenti statali, anno dopo anno, si sono assottigliati e, per come ovvio, ciò ha inciso negativamente sulla capacità di spesa e sulla qualità dei servizi erogati. Tuttavia, Tropea, rispetto ad altre realtà, può dirsi fortunata potendo contare su importanti entrate proprie. Stiamo lavorando moltissimo sull’ottimizzazione di alcune entrate – tassa di soggiorno, parcheggi, spazi pubblici, pubblicità – e stiamo già assistendo ad un importante miglioramento con significativi spazi per un ulteriore crescita delle entrate. Quanto all’evasione, o per meglio dire, in merito al mancato versamento di quanto dovuto a Comune, posso dire che questa problematica è abbastanza contenuta e, comunque sia, con l’affidamento della riscossione coattiva ad Agenzia per le Entrate Riscossione riteniamo di ridurla ulteriormente.

Il Sindaco, il giorno dopo la sua elezione, disse che vorrà passare alla storia come colui che ha risolto il decennale problema di Palazzo Giffone. A che punto siamo?

C’è un contenzioso in corso che, pur non riguardando le sorti del palazzo, ormai passato nella proprietà di Cassa Depositi e Prestiti, è certamente connesso alla definizione della faccenda e consente al Comune di giocare una partita da protagonista. Purtroppo la proposta messa a fine anno sul tavolo è sfumata, tuttavia, ci manteniamo fiduciosi visto l’interesse che importanti gruppi stanno manifestando per la struttura. Sicuramente il Sindaco non rimarrà con le mani in mano.

Lei è anche assessore al personale. L’organico nel nostro Comune è sufficiente in tutti gli uffici?

Assolutamente no, la situazione è molto critica. Purtroppo, anche su tale fronte, le amministrazioni che ci hanno preceduto non sono state particolarmente attente ed efficaci e ciò ha compromesso gravemente la nostra capacità assunzionale. Oggi ci troviamo con 27 dipendenti che entro l’anno si ridurranno a 23. Abbiamo tirato fuori dal cassetto concorsi banditi da anni, ma inspiegabilmente fermi, ed entro fine estate assumeremo due vigili part time. Abbiamo rispolverato un concorso per un tecnico di categoria “D” e contiamo di completarlo nel corso del prossimo anno. Ci stiamo attivando per stabilizzare il personale LSU/LPU e per coprire attraverso concorso tutti i posti vacanti in pianta organica, ovviamente nel rispetto dei limiti di spesa e della capacità assunzionale.

Il vostro insediamento è avvenuto dopo un travagliato periodo in cui la città ha subito l’onta dello scioglimento per infiltrazione mafiosa. Oggi l’oppressione, reale o presunta che sia stata, è scongiurata?

La guardia va sempre tenuta alta. In Italia, oserei dire al mondo, non esiste realtà immune alla capacità pervasiva rappresentata dalle mafie. La triste vicenda che ha interessato la nostra Tropea, comunque sia, è frutto di una legge che, ritengo, vada rivista al più presto in modo profondo su tutta la sua linea al fine di evitare, da un lato, eccessi nella sua applicazione, e, offrire, dall’altro, strumenti di “bonifica” molto più incisivi.

Molti automobilisti si lamentano per l’eccessiva intransigenza degli ausiliari della sosta in merito al pagamento ed al posizionamento dei veicoli nella linea blu e i commercianti sono un po’ perplessi circa la esatta collocazione dei cartelloni pubblicitari, specialmente dopo che, magari, hanno anche investito dei soldi. Cosa può rispondere?

Sui cartelloni pubblicitari, ci eravamo prefissi di intervenire il prossimo autunno. Tuttavia, a fronte della gravità della situazione e ad un proliferare di questa pratica irrispettosa della bellezza della nostra città è stato necessario intervenire anzi tempo. In ogni caso la regola esistente era molto chiara, quindi, i commercianti non si possono lamentare per aver investito somme in difformità al regolamento. Entro l’anno, comunque sia, regolamenteremo la materia in modo molto puntuale e non ci saranno più dubbi. Quanto alle lamentele degli automobilisti, la storia ci insegna che il lassismo – cartelloni docet – non porta da nessuna parte. Le regole, una volta varate, vanno fatte rispettare.

In merito al divieto di introduzione dei fiori naturali dentro il cimitero cittadino nel periodo estivo, qualcuno fa notare che non si potranno neanche portare corone di fiori durante i prossimi funerali. È così?

L’ordinanza era doverosa e necessaria. Tropea vuole essere una città “normale” anche in questo settore. Ciò detto, il provvedimento non contempla tutto ciò che ha a che fare con il rito funebre. Per intenderci, corone e cuscini non rientrano nel divieto. Comunque, a breve interverremo per meglio specificare i comportamenti vietati.

Autore dell'articolo: Saverio Ciccarelli

Saverio Ciccarelli
Saverio Ciccarelli, nato a Tropea nel 1962, di professione avvocato dal 1992,pretore onorario, giornalista pubblicista dal 1989. Difensore di fiducia di diversi enti pubblici. Fondatore e direttore dal 1994, del mensile La piazza di Tropea,corrispondente di Oggisud, de La Gazzetta del sud, ha scritto per Il quotidiano della Calabria e altre testate giornalistiche cartacee , direttore di testate radiofoniche locali. Autore e curatore di libri su Tropea e del saggio “Calabria positiva” . Fondatore del Premio di poesia “Tropea onde mediterranee”, cofondatore dell’Ascot , dell’Asalt, del GFT di Tropea, del Premio letterario Città di Tropea, collaboratore del Tropea film festiva nel ruolo di giurato. Ha operato nel settore del turismo per oltre trenta anni. Docente di un Corso sui beni culturali presso il Liceo classico di Tropea e di Diritto sanitario in un corso di OSS. Promotore e relatore di incontri sul turismo, sulla sanità,sull’unione dei comuni, sulla depurazione, sulle funzioni delle Pro loco, sui pericoli derivanti dalla rete , sul ruolo del giornalista, sulle cause di inquinamento , sulla raccolta differenziata, sui piani di rientro. Ha redatto proposte per la valorizzazione del patrimonio socio culturale della città di Tropea, il regolamento della Consulta delle associazioni , sulla partecipazione dei cittadini, e il disegno di legge sulla salvaguardia della rupe di Tropea. Attualmente è direttore responsabile di Informa.

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