“Estate a Casa Berto” giunge alla sua quinta edizione

Attesi Gratteri, Abbate, Mieli e Arminio

Dal 30 Luglio al 4 Agosto 2019

 

Una scritta, un cancello verde e dentro tutto un mondo di parole e di bellezza. È l’angolo di Capo Vaticano che il noto scrittore, Giuseppe Berto, aveva scelto per trascorrere la sua vita e, in particolare, per trovare ispirazione. Un angolo di paradiso, in cui il verde rigoglioso della natura corre verso il limpido azzurro del mare, gettandosi a picco tra le meravigliose calette della costa degli dei. Ed è proprio qui che, da cinque anni ormai, si tiene un’importante manifestazione che coinvolge artisti e uomini di cultura di tutta Italia: Estate a Casa Berto. Abbiamo incontrato Marco Mottolese e Jo Lattari per farci raccontare questa quinta edizione.

Perchè nasce “Estate a Casa Berto”? Quali sono le finalità?

Estate a casa Berto nasce cinque anni fa con l’intento di aprire al pubblico il territorio voluto, amato e difeso da Giuseppe Berto sin dagli anni ‘60. È giusto che tutti possano, prima o poi, varcare la soglia del “mitico cancello verde” e passeggiare dove passeggiò lo scrittore e vedere di persona i luoghi della sua ispirazione letteraria.

Quinta edizione, una campagna di crowdfunding per la sopravvivenza, è faticoso organizzare eventi culturali innovativi al Sud?

È molto faticoso. Sia in virtù delle distanze e dei collegamenti – non sempre facili – sia perchè le aziende che possono sostenere la cultura sono poche, e il pubblico si addensa nelle città. Il crowdfunding ci è sembrata una soluzione per non far morire il progetto, dopo che la Regione Calabria, che in un primo momento sembrava potesse sostenere l’evento, si è defilata.

Nessun partner calabrese, neanche istituzionale, ha sposato la vision dell’associazione “Amici di Giuseppe Berto” che cura l’evento dal 2015? Basterà il crowdfunding?

Faremo come tutti gli anni: un po’ ci penserà Antonia Berto, che sostiene con passione l’evento, un po’ noi organizzatori. Avremo una “new entry”, con un contributo fondamentale e il cui intervento sarà reso pubblico poco prima dell’inizio del festival. Speriamo nel Comune di Ricadi, che una piccola mano non dovrebbe lesinarla, e nella biglietteria.

Cosa dobbiamo aspettarci da questa quinta possibile edizione? Esiste già un programma?

Torna come sempre Paolo Mieli. Ci saranno anche Lirio Abbate, vicedirettore de L’Espresso, Franco Arminio, il paesologo, e probabilmente Mimmo Calopresti con il suo nuovo film sull’Aspromonte. Presenteremo libri e tornerà Nicola Gratteri. Avremo il programma definitivo entro metà luglio.

Berto ha scelto Capo Vaticano e ha amato questo luogo. È sepolto qui. Nonostante questo, a volte, siamo noi a dimenticare lui e la sua grandezza. Perchè?

La storia della letteratura è piena di corsi e ricorsi. Berto in vita era un mito. Poi pian piano è stato un po’ dimenticato. E ora, grazie ad Antonia e a tutti gli amici, sta tornando ad essere letto, ad essere capito, ad essere presente in libreria e nelle nostre vite. Nuove generazioni si affacciano alle opere di questo autore. Noi lavoriamo anche perchè questo percorso si completi.

Un motivo per non perdere “Estate a Casa Berto”?

Al di là dei contenuti e del programma, la natura che contorna Casa Berto è una delle più straordinarie invenzioni della natura stessa. È la sintesi estrema della bellezza del Mediterraneo. Ecco, per questa ragione si chiama “Costa degli Dei”, immaginiamo. E per questa ragione vale sempre il viaggio arrivare a Capo Vaticano.

 

Autore dell'articolo: Carmelina Pontoriero

Carmelina Pontoriero
Collaboratrice per il bimestrale "Informa". Laureata in Scienze dell'Educazione. Molto attiva nel campo dell'associazionismo. Fa parte dei Volontari della Croce Rossa, del gruppo "Pedagogia della R-Esistenza" attivo presso l'UniCal e degli Amici di Pino Masciari

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