Pino De Carlo, giovane imprenditore turistico

 

Continua il nostro viaggio fra la nuova generazione di imprenditori turistici per capire con quale occhio e da quale prospettiva loro vedono il turismo che ha ormai una tradizione lunga oltre cinquant’anni.

Pino De Carlo, proseguendo la tradizione imprenditoriale della sua famiglia – tra i pionieri del turismo nella nostra zona -, ci parla dei punti critici e dei punti di forza che – secondo lui – possono migliorare la qualità della nostra accoglienza turistica. Formare gli operatori turistici, regolamentare il fenomeno dei B&B, incrementare i trasporti per puntare anche alla famigerata destagionalizzazione.

Lei è un giovane imprenditore che sta investendo molte risorse economiche e temporali nel campo dell’accoglienza fra Tropea e Capo Vaticano. Quali prospettive vede per i prossimi anni?

Veniamo da anni positivi per la Calabria e per tutta l’Italia, grazie alle difficoltà di altre destinazioni internazionali come Turchia, Egitto e Tunisia. Oggi queste destinazioni sono rientrate in gioco, hanno riaperto, e quindi siamo nuovamente in competizione, in quanto considerate ormai “sicure”; ciò possiamo già notarlo in queste ultime vacanze di Pasqua dove molti italiani sono andati in Egitto, Tunisia o Turchia. I prossimi cinque anni saranno pertanto difficili e solo tramite la programmazione e la formazione potremmo far crescere i numeri sul nostro territorio; a tal fine, stiamo lavorando per sviluppare, nei prossimi anni, una scuola di formazione di settore con sede a Tropea per avere professionisti dell’ospitalità e del food&beverage. Già molto stiamo facendo, anche grazie alla partnership con Albergatore PRO (associazione che vede 4000 albergatori iscritti), di cui siamo referenti territoriali per la Calabria; questo ci permette di fare rete ed interfarciarci costantemente con altri albergatori che operano su altre realtà italiane, considerate come “università” nel campo dell’ospitalità turistica. Personalmente credo che il nostro territorio abbia ancora un grande potenziale inespresso. Credo molto nella formazione e quando mi sposto per seguire corsi e seminari mi accorgo che altrove, con meno risorse naturali, il turismo si vive più come industria con investimenti continuativi di enti pubblici e imprenditori privati. Se riusciremo ad evolverci in questa direzione sicuramente la Calabria potrà recitare un ruolo da protagonista sullo scenario nazionale ed internazionale.

Secondo lei perchè attualmente la domanda turistica nel nostro comprensorio è di carattere medio basso?

Non sono del tutto convinto che la domanda sia interamente rappresentata da un target medio basso, ma da una clientela variegata; molti non sanno o non capiscono quello che oggi i tour operator, gli imprenditori turistici e tutte le altre aziende del settore stanno facendo per il turismo calabrese. Forse in pochi sanno che la Calabria ormai è una delle uniche destinazioni italiane che ha charter con arrivi giornalieri con cadenze settimanali. Il prezzo viene deciso dal mercato e comunque, visti questi ultimi anni di buoni risultati, i prezzi sono aumentati. Poi va da sé che se il territorio non è in grado di offrire strutture all’avanguardia, decoro urbano, eventi internazionali, negozi di marchi mondiali e servizi degni di un cliente medio alto è normale che la qualità del cliente non potrà mai essere di lusso.

Perché si possa elevare la qualità del turismo da che parte si dovrebbe iniziare?

Tutto parte dalla formazione degli operatori turistici. Ma non solo. È importante creare alternative ed attrazioni, abbiamo in cantiere la realizzazione di due grandi progetti dedicati sia ai più piccoli sia al divertimento. È fondamentale, inoltre, trasferire il messaggio del turismo come responsabilità sociale. Anche un passante che dà indicazioni per strada gioca un ruolo decisivo nella percezione di ospitalità dei turisti. Ognuno dei residenti deve fare la propria parte per rendere la nostra terra più accogliente possibile perché, ricordiamolo, una destinazione più accogliente per i turisti lo è anche per i residenti.

Che differenze vede, in termini di accoglienza, fra le strutture alberghiere ed i tanti B&B che si stanno realizzando fra Tropea e Capo Vaticano?

Il nostro gruppo gestisce tre alberghi e un b&b; possiamo quindi renderci conto con chiarezza delle differenze: il fenomeno dei b&b è molto diffuso in tutta la Penisola e la Calabria non fa eccezione. Purtroppo ancora non esiste una regolamentazione sufficientemente chiara e spesso gli hotel soffrono la concorrenza di un piccolo b&b di 3-4 camere che, avendo meno costi da sostenere e una tassazione non equiparabile a una struttura alberghiera, offrono un ottimo prodotto ad un prezzo impossibile da sostenere per un hotel.

Quale pensa possa essere il punto di forza per un turismo destagionalizzato?

Un ruolo decisivo lo giocano sicuramente i trasporti. Inutile negare che un operatore come Ryanair sia in grado di spostare gli equilibri attraendo turisti da tutta Europa anche nei periodi meno richiesti. In Calabria ormai da aprile ad ottobre ci sono operatori turistici che riescono a far confluire clienti che arrivano nella nostra terra. Di sicuro, per incrementare il volume dei clienti bisognerebbe programmare eventi culturali, enogastronomici e storici e mantenere il programma per i prossimi cinque anni così da far da richiamo al cliente. Tuttavia prima di pensare alla destagionalizzazione è fondamentale, e prioritario in ordine cronologico, massimizzare occupazione e ricavi nei mesi di punta per poter reinvestire risorse nel marketing.

Lei ha visitato molte fiere internazionali. Come viene venduto e che riscontri ha il nostro territorio dal punto di vista turistico?

Da una parte, il nostro territorio ha un appeal fortissimo verso chi ha già avuto la fortuna di visitarlo. Da un’altra, moltissime persone, anche italiani, rimangano sorprese nel vedere alcune immagini “caraibiche” della Calabria, meta che si trova a poche ore dalla propria città. A mio avviso, il turismo in Calabria deve darsi due obiettivi: valorizzare il territorio, facendolo scoprire al maggior numero di persone possibile,  e creare un distretto turistico che sia in grado di offrire la miglior esperienza possibile a chi ci sceglie come meta del proprio viaggio, per creare un passaparola positivo. Il tutto, naturalmente, necessita una sinergia appropriata, organizzata e programmata fra chi opera nel turismo e le istituzioni.

Secondo lei perché la gente sceglie la Costa degli Dei?

Come detto, credo che la bellezza del nostro territorio sia unica e se ci aggiungiamo il nostro modo spontaneo di fare ospitalità otteniamo una miscela in grado di far innamorare anche i viaggiatori più esperti.

Ha mai verificato che percentuali di turisti ritorna e si fidelizza?

Sì, controllo spesso i dati per fare analisi e, nel mio caso, la percentuale di clienti di ritorno è intorno al 30%. Per aumentare questo dato ci impegniamo ogni giorno a migliorare l’esperienza del cliente e implementare sistemi di marketing che ci permettano di comunicare in maniera continuativa con gli ospiti che ci hanno già scelto in passato.

 

Autore dell'articolo: Saverio Ciccarelli

Saverio Ciccarelli
Saverio Ciccarelli, nato a Tropea nel 1962, di professione avvocato dal 1992,pretore onorario, giornalista pubblicista dal 1989. Difensore di fiducia di diversi enti pubblici. Fondatore e direttore dal 1994, del mensile La piazza di Tropea,corrispondente di Oggisud, de La Gazzetta del sud, ha scritto per Il quotidiano della Calabria e altre testate giornalistiche cartacee , direttore di testate radiofoniche locali. Autore e curatore di libri su Tropea e del saggio “Calabria positiva” . Fondatore del Premio di poesia “Tropea onde mediterranee”, cofondatore dell’Ascot , dell’Asalt, del GFT di Tropea, del Premio letterario Città di Tropea, collaboratore del Tropea film festiva nel ruolo di giurato. Ha operato nel settore del turismo per oltre trenta anni. Docente di un Corso sui beni culturali presso il Liceo classico di Tropea e di Diritto sanitario in un corso di OSS. Promotore e relatore di incontri sul turismo, sulla sanità,sull’unione dei comuni, sulla depurazione, sulle funzioni delle Pro loco, sui pericoli derivanti dalla rete , sul ruolo del giornalista, sulle cause di inquinamento , sulla raccolta differenziata, sui piani di rientro. Ha redatto proposte per la valorizzazione del patrimonio socio culturale della città di Tropea, il regolamento della Consulta delle associazioni , sulla partecipazione dei cittadini, e il disegno di legge sulla salvaguardia della rupe di Tropea. Attualmente è direttore responsabile di Informa.

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