Tropea: ottima riuscita del primo Cipolla Party

Ora si pensi alla stagione estiva

Tanti i servizi da offrire a residenti e turisti nel comprensorio

Si è chiuso il Cipolla Party, un evento di gastronomia di alto livello, fatto di incontri con chef stellati ed esperti del mondo della cucina, musica e manifestazioni culturali in cui è  stata inserita anche la presentazione del libro di Pino Vita “La treccia rossa” (Pellegrini editore), il racconto, vissuto anche in prima persona, della coltivazione ed esportazione della cipolla rossa di Tropea dal 1800 fino al secolo scorso.

L’evento – nato grazie alla passione ed alla professionalità del tropeanissimo Paolo Pecoraro, che dirige a Londra assieme alla moglie la Agenzia AMCK – ha rilanciato  e valorizzato, su un palcoscenico di alto livello, la regina del nostro territorio: la cipolla rossa di Tropea. 

Una manifestazione che ha catalizzato l’attenzione dei cittadini e dei turisti ospiti del comprensorio degli dei ed a cui hanno partecipato aziende e ristoratori locali, il Gal terre vibonesi, il Consorzio  cipolla rossa di Tropea Calabria IGP, l’Accademia della dieta mediterranea.

Chiusa questa piacevole parentesi che ci ha lasciato un buon ricordo nell’opera dell’artista Giuseppe Carta ed in attesa di altri eventi che, come ogni anno, serviranno per intrattenere gli ospiti e promuovere il territorio, bisogna pur sempre riflettere e concentrarsi sui bisogni e sulla crescita del territorio che resta complesso e, per alcuni aspetti, indecifrabile.

La tutela dell’ambiente, la gestione della nostra sanità che, ci vede, come sempre emigranti alla ricerca di un servizio migliore, i servizi sociali e gli aiuti alle famiglie ed agli emarginati che funzionano spesso poco e male, il problema della insufficienza dei  trasporti locali e dell’alto costo dei collegamenti con il resto dell’Europa e del mondo, la incapacità di attrarre  capitali “puliti” per lo sviluppo anche turistico delle nostre zone, la criminalità organizzata divenuta invisibile e ben mimetizzata, secondo quanto ci dicono quotidianamente gli esperti ed i fatti di cronaca e gli sporchi rapporti fra essa e la politica.

A pochi mesi dal suo insediamento, l’Amministrazione di Tropea tenta di dare dei segnali di cambiamento in alcuni settori della vita cittadina con lo scopo di dare una sterzata alla città. In questo, come sempre, alcune associazioni di volontariato e di categoria cittadine sono vicine e sono presenti per dare il loro contributo al rilancio di una città che merita il meglio e che ha tutti i presupposti per rinascere.

In tutto il comprensorio c’è ancora da fare nel turismo per affermarsi e per essere competitivi con altre località più blasonate: la corretta viabilità, la puntuale raccolta dei rifiuti urbani, la pulizia e la manutenzione delle strade cittadine, una regolamentazione dei prezzi, tutto il ciclo del trattamento delle acque, piovane e fognarie, la qualità e la quantità dell’acqua potabile, i bagni pubblici, il sistema del trasporto interno, una politica degli eventi e della promozione “stabilizzata”, la dialisi-vacanza, la apertura e l’accessibilità delle chiese con il loro patrimonio culturale, la presenza di un interprete e l’efficienza del pronto soccorso, la corretta gestione degli spazi pubblici, ecc… sono solo alcuni degli innumerevoli servizi che un territorio turistico deve dare, in una stagione che si preannuncia più difficile delle altre a causa di una diminuzione della domanda che vede, dall’altro lato, un considerevole aumento dell’offerta in termini di posti letto.

Siamo sempre stati tutti concordi nel ritenere che “Tropea ed il suo comprensorio” hanno tutte le potenzialità, che potrebbero essere “un’isola felice”, che sono il simbolo delle vacanze calabresi nel mondo. Tutto vero e bisogna mettercela tutta  per riacquistare e mantenere questa posizione, ma ciò richiede il massimo impegno delle istituzioni, che devono concentrare le poche risorse economiche verso un miglioramento strutturale. Anche i cittadini egli operatori turistici – non ci stancheremo mai di scriverlo – devono diventare più virtuosi, più professionali e più rispettosi delle regole.

Con questi propositi e con queste buone intenzioni iniziamo la nuova stagione turistica, che è la cinquantesima dal 1970, anno in cui il turismo tropeano mosse i suoi primi passi. Cinquant’anni, cinquanta stagioni estive che, per alcuni aspetti, sembrano non essere passati.

Come più volte ci è stato detto, serve un cambio della nostra mentalità, la consapevolezza che il turista non è un pollo da spennare, ma una ricchezza da coltivare perché il passa-parola e la vacanza di relax e confort sono  la migliore pubblicità. Tutto ciò richiede buone recensioni e un feedback che incoraggi ad andare avanti e migliorarsi, consapevoli che si deve sempre essere positivi e fare meglio.

 

Autore dell'articolo: Saverio Ciccarelli

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