Zungri al voto. Quali le priorità più sentite?

di Antonio Fiamingo

Le elezioni amministrative si avvicinano e anche Zungri si prepara al grande giorno. A contendersi la carica il 26 maggio saranno il sindaco uscente Francesco Galati e Tino Mazzitelli. Per la lista “Zungri Futura – Intesa Democratica”, il candidato sindaco è Francesco Galati mentre i candidati alla carica di consigliere comunale sono: Erminio Barbalace, Michele Cacciatore, Annamaria Cimadoro, Giuseppe Cimadoro, Antonio Fiamingo, Caterina Gaudioso, Caterina Pugliese, Nicola Pugliese, Domenico Raffa, Gioacchino Raffa.

Per la lista “Volare Alto” il candidato sindaco è Annunciato Mazzitelli, detto Tino, mentre i candidati alla carica di consigliere comunale sono: Serafino Fiamingo, Vittoria Fiamingo, Giuliano Raffa, Luciano Fiamingo, Lorenzo Vallone, Elisabetta Purita, Oreste Sorrentino, Cristian Rocco Alleva, Anna Maria Niglia, Maria Neve Incollà.

L’attenzione è sì rivolta ai candidati, ma guardando allo stato del paese, ai suoi punti forza e di debolezza, saltano agli occhi i probemi su cui la nuova amministrazione, quale che sia il vincitore, dovrà cimentarsi.

Con le risicate risorse che lo Stato destina agli enti locali, un’amministrazione comunale di un paese calabrese di qualche migliaio di abitanti non può fare miracoli, però può fare molto. La situazione di Zungri potrebbe sembrare uguale a quella degli altri comuni della provincia, ma così non è. Perché a Zungri ci sono le “Grotte”. I numeri parlano chiaro: da poche centinaia di visitatori sporadici di qualche anno fa si è arrivati a quasi cinquantamila presenze annue, e il trend è in forte crescita. Questo significa che il sito può funzionare come volano di uno sviluppo turistico e quindi economico che coinvolga tutto il paese. La sfida principale sembra quindi quella di riuscire a creare le condizioni affinché ciò si realizzi il più velocemente possibile.

Il lavoro da fare è parecchio. Innanzi tutto la nuova amministrazione dovrà lavorare per creare un clima di collaborazione e cooperazione in paese, in primis tra ristoratori, albergatori e commercianti. Bisogna mettere al bando eventuali conflitti, antipatie e invidie, per entrare in un’ottica di collaborazione. Il Comune potrebbe farsi promotore di tavoli di confronto in cui le problematiche si possano affrontare e risolvere insieme, parlando, chiarendosi e cercando dei compromessi validi per tutti.

Un altro punto su cui sarà necessario intervenire è la gestione del museo. Pensare di tornare a una gestione stagionale è semplicemente anacronistico, piuttosto bisogna strutturare e rafforzare la gestione modificando la pianta organica del personale dipendente del Comune creando una nuova figura stabile.

Questo da un lato darebbe continuità alle attività di valorizzazione e consentirebbe a chi ha già lavorato bene di continuare a farlo con maggiore motivazione, dall’altro rafforzerebbe la capacità del Comune di incidere sullo sviluppo del sito con programmi più audaci e di lungo termine. La strada giusta è senz’altro quella di riconoscere le capacità, le competenze e il merito di chi ha saputo lavorare con tenacia, continuità e metodo, con pochissime risorse a disposizione, portando risultati nemmeno lontanamente immaginabili.

Se l’ingranaggio del turismo è già stato avviato, è ora di calibrare il meccanismo e riallacciare le Grotte al paese e il paese alle Grotte. In questo senso si è già mossa la Pro Loco locale, che ha intravisto nel centro storico il naturale anello di congiunzione tra l’insediamento rupestre e il centro urbano. Supportare la Pro Loco e le altre associazioni culturali in questa direzione darà certamente buoni frutti in termini di coesione sociale.

Questo ci porta a un aspetto cruciale: l’amministrazione potrebbe essere in prima linea nel diffondere e radicare una sana cultura dell’accoglienza, vale a dire il modo in cui il paese si approccia ai visitatori, li accoglie e gestisce la loro presenza in paese. Sarebbe utile organizzare dei veri corsi di hospitality rivolti a chi ha (o vorrebbe avere) attività che hanno a che fare con il pubblico e più in generale avviare un percorso di sensibilizzazione per tutta la cittadinanza, mettendo l’accento sulla qualità. Più nello specifico si tratta di parlare le lingue, conoscere Zungri (storia, geografia, attività, ecc.) e saper comunicare e relazionarsi in modo efficace. Avviare dei percorsi formativi in questa direzione sarebbe un enorme investimento per il futuro, anche perché questi giovani potrebbero accumulare esperienza e competenze e avviarsi alla professione di guide turistiche, o anche spendere questo know-how nel mondo dell’hospitality.

A Zungri ovunque si avverte la necessità di curare maggiormente l’estetica. Un regolamento comunale che definisca i criteri di ristrutturazione esterna degli edifici potrebbe aiutare parecchio, magari supportato da incentivi economici o fiscali per chi esegue i lavori secondo i parametri dettati dal Comune. Inoltre sarebbe il caso di mettere mano al verde pubblico e piantare alberi e fiori laddove oggi ci sono colate di cemento e praterie di mattonelle di vario tipo. Un paese più “bello” sarebbe certamente più appetibile per i visitatori e più piacevole per i residenti. A livello infrastrutturale, a parte mettere in sicurezza il sito archeologico, l’urgenza sono le strade, che sono in uno stato pietoso e vanno rifatte tutte, sia nel centro urbano sia fuori.

In quanto a promozione e marketing territoriale c’è parecchio da fare. L’amministrazione ha già avviato un percorso per rinnovare la sua presenza sul web, ma non basta, occorre agire su più fronti: partecipare alle fiere internazionali del turismo, fare rete con i centri calabresi a più forte vocazione turistica, organizzare a Zungri eventi di richiamo regionale e nazionale. Professionalità e qualità devono essere le parole d’ordine se si vuole scalare velocemente la vetta del turismo calabrese.

Il resto lo faranno gli zungresi, che certamente non sono secondi a nessuno per spirito d’iniziativa e capacità d’impresa.

Autore dell'articolo: Redazione

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