Incontriamo il regista Enzo Carone

Il regista Enzo Carone
Il regista Enzo Carone

ll filmmaker tropeano ci parla del suo amore per il cinema e la regia in occasione del suo corto sul bullismo, “Francesca”

Prodotto da Pasquale Arnone, il cortometraggio “Francesca” del regista tropeano Enzo Carone, ha fatto il suo debutto nelle sale del cinema Garden di Rende il 22 gennaio 2019 e si preannuncia essere un piccolo gioiello cinematografico, sia per la fattura artistica, sia per il messaggio che viene veicolato dalle scene del film. Si tratta di un cortometraggio dalla durata di 13 minuti sul tema del bullismo. Siamo andati a trovare Enzo Carone nel suo studio per porgli qualche domanda e per fare con lui una cordiale e pacata conversazione su “Francesca” e su altri argomenti inerenti la sua attività di cineasta e regista.

Enzo come mai hai voluto girare un corto sul tema del bullismo?

A dire il vero non ho scelto io il tema anche se era da tempo che volevo fare qualcosa che riguardasse il mondo degli adolescenti e dei loro problemi, ma è stato Pasquale Arnone il produttore, al quale sono legato da anni da un rapporto di profonda stima e di amicizia, che mi ha quasi “commissionato” il lavoro.

Perché secondo te Pasquale Arnone ha voluto produrre un corto su questo tema?

L’attualità della tematica presente nel corto è ormai cosa nota anche se spesso e ancora non sufficientemente posta. Credo sia questo il motivo principale che lo ha indotto a scegliere questo tema, unitamente al fatto che sul tema in questione nel cinema italiano c’è poco o nulla. La sua straordinaria sensibilità sul triste fenomeno, che non solo il mondo della scuola sta vivendo ma anche quello del web, ha determinato a mio avviso la scelta. Sono soddisfatto di aver ricevuto dal produttore Pasquale Arnone la proposta di dirigere un cortometraggio ispirato ad un tema sociale che rappresenta un’emergenza per l’intera società, alla luce dei numerosi casi emersi nel corso degli anni. Sono fiero di aver lavorato con un attore di grande professionalità ed esperienza quale Tony Sperandeo. Questo per me rappresenta un ulteriore passo su un cammino che ho intrapreso da diversi anni e che mi ha permesso di ottenere tante soddisfazioni.

Dov’è stato ambientato il film e chi sono i protagonisti?

Il film è stato interamente ambientato e girato a Monterosso Calabro. Andando alla scheda del cortometraggio c’è da dire che il ruolo di protagonista è stato ricoperto dall’attrice calabrese Francesca Pecora, al suo debutto cinematografico in un ruolo importante, ma nome già noto nel mondo dello spettacolo. Insieme a lei il popolarissimo Tony Sperandeo, Barbara Bacci, Marcello Arnone, Antonio Conti e Barbara Bruni. Il soggetto è della poliedrica Manuela Capalbo che mi ha affiancato nella sceneggiatura, firmando anche la segreteria di edizione e svolgendo il ruolo di costumista. Le musiche sono di Francesco Perri. Giuseppe Capalbo insieme al Team “Calabria Dronica” ha fornito un importante contributo con riprese aeree mozzafiato.

Il corto sarà nelle prossime settimane proiettato anche all’Istituto Comprensivo di Tropea. Vuoi dirci come è nata questa bellissima ed interessante iniziativa?

Qualche giorno fa, proprio in questo studio dove oggi tu rivolgi a me queste domande, è venuto a trovarmi Paolo Compagnino, il quale mi ha fatto mille domande, molte più delle tue, sul mio nuovo lavoro. Sensibile e molto propositivo mi ha detto che avrebbe proposto al Consiglio d’Istituto della Scuola Media di Tropea la proiezione del mio nuovo lavoro. A quanto pare – e tu me ne dai conferma – la sua proposta è stata accettata ed io sono molto felice per questo.

Enzo, quali sono stati i tuoi precedenti lavori da regista e da quanto tempo coltivi questa passione?

Il cinema e la regia mi hanno appassionato sin da giovanissimo. Abitavamo con la mia famiglia a Nicotera Marina quando avevo 15 anni e il mio primo film fu “El Diablo”, un ibrido tra horror e comico, dove con degli amici fummo capaci di coinvolgere l’intero paese; il tutto fu girato con una semplicissima telecamera VHS, in modo assolutamente amatoriale senza sceneggiatura, solo per il gusto di provare a far qualcosa che ci piaceva molto. Poi venne il primo lungo, dalla durata di 90minuti, anch’esso amatoriale, e senza alcune pretese, dal titolo in calabrese “Pistola chi non spara”. La cosa più bella di questa seconda esperienza fu che l’intero paese di Nicotera Marina si mise a disposizione. Ci avevano visto girare qualche mese prima “El Diablo” e quando i cittadini di Nicotera Marina ci rividero per la seconda volta, con le telecamere, furono straordinariamente disponibili e ci facilitarono in ogni modo in tutte le cose che richiedevamo. Poi, negli anni, il premiato corto “Lasciami parlare” dedicato al tema della violenza contro le donne; il sit-com “La Piovrola” andata in onda su due emittenti regionali, una calabrese e l’altra siciliana; il corto prodotto da Avis “Un dono per la vita” con Max Pisu, Carlo Belmondo, Giacomo Battaglia, Luigi Miseferi, Annalisa Insardà e Costantino Comito”; “Un piccolo grande gesto”, prodotto da Avis, con Massimo di Cataldo e Costantino Comito; “Grigioscuro” con Domenico Fortunato e altri bravissimi attori ed attrici.

Enzo, l’ultima domanda: quali progetti hai per il futuro e quale il tuo sogno nel cassetto?

Intanto mi auguro che “Francesca” possa essere oggetto di proiezione in tutte le scuole della Calabria e se possibile anche fuori dalla nostra regione. Gli inizi promettono bene perché è stato proposto e visionato in quasi 10 scuole della regione. Inoltre, vorrei ricordare il Festival del Cinema di Tropea, organizzato insieme al direttore artistico Francesco Apriceno, la cui ultima edizione ha visto la premiazione del corto “La ricotta e il caffè” interpretato da Luca Ward e Barbara Tabita per la regia di Sebastiano Rizzo. Il mio sogno nel cassetto sarebbe quello di poter riprendere il progetto del festival. Chissà…”

 

Per concludere questa breve intervista va ricordato anche che il regista è stato conosciuto e apprezzato nell’ambiente cinematografico per il film “Piacere… Io sono Piero” del 2012 con Peppino Mazzotta (che abbiamo già visto e stiamo di nuovo rivedendo nella nuova serie del Commissario Montalbano), Annalisa Insardà, Antonio Tallura e Pino Torcasio.

Autore dell'articolo: Lucio Ruffa

Lucio Ruffa
Direttore responsabile della testata online di periodicoinforma.it ha il suo blog personale dedicato alla citta' di Tropea consultabile in rete all'indirizzo www.tropeaperamore.it Per tre anni Assessore alla Cultura della propria citta' lo appassionano la musica classica che insegna ai ragazzi dell'IC di Tropea e la bellezza della vita. Svolge attivita' amatoriale di informazione sul territorio della Costa degli Dei per pura passione.

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