L’Aschemone di Tropea

Tropea patrimonio dell’Umanità…

Aschemone
Ogni monumento ha un significato, rappresenta qualcosa, e in senso lato un’epoca. Tropea, cercando di tenersi al passo con le grandi mete turistiche e vista l’ambizione di divenire patrimonio dell’Unesco (e oggi potrebbe di diritto sentirsi idealmente più vicina a questo traguardo), ha escogitato un modo singolare per far parlare e dar bella mostra di sé. Costruito con il nulla osta della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, che si è servita di tutta la sua competenza in fatto d’arte per darne l’assenso, sul lungomare tropeano è stato eretto un monumento. Un mausoleo alla bruttezza: l’Aschemone (dal greco: ἀσχήμων = di brutto aspetto.).
L’Aschemone è una pensilina in perfetto stile “periferia degradata” dalla funzione ignota per chi non è esperto d’arte, che rappresenta la summa dello sviluppo di Tropea degli ultimi decenni.
Ancora più utile, perché oltre alla sua funzione artistica ne ha anche una pratica: riesce a fare ombra. Se ciò non fosse sufficiente, nel caso in cui la rupe franasse l’Aschemone impedirebbe ai sassi di cadere rovinosamente sulle auto parcheggiate sotto, che rimarrebbero semplicemente seppellite sotto i detriti rocciosi. Ci si potrà chiedere come mai, se la caduta delle frane sia tanto grave da rendere necessaria una simile opera, quest’ultima sia stata costruita in un tratto tanto breve rispetto all’intera lunghezza della rupe. Si mormora che siano stati fatti degli studi approfonditi che attestano in modo inequivocabile che oltre il 99% delle frane di tutta la rupe tropeana si concentri proprio in quei 50 metri, smentendo clamorosamente chi, abitando da sempre lì di fronte, sostiene che smottamenti e crolli si verifichino per l’intera lunghezza di quella via alla quale si è scelto di dare impropriamente il nome di Lungomare.
Non è dato sapere a chi attribuire il merito per la sua realizzazione, visto che l’attuale amministrazione, con cavalleria d’atri tempi, ammette che il merito debba andare interamente alla precedente amministrazione. D’altro canto, quella precedente, in modo altrettanto cavalleresco, confessa che il merito sia della nuova amministrazione. Comunque stiano le cose, quest’ultima ha sicuramente avuto il merito di non aver impedito la costruzione dell’opera.
Se si chiedesse per quale motivo sia stata costruita, magari si risponderebbe candidamente che altrimenti si sarebbero persi i finanziamenti e sarebbe stato un danno per quei pochi che avevano l’interesse economico affinché l’opera venisse realizzata. Del resto, è più giusto danneggiare i molti e l’interesse generale di una popolazione che i pochi e l’interesse particolare dei singoli.
Ai cittadini tropeani e ai turisti non rimane che ringraziare gli amministratori, vecchi o nuovi che siano, che fanno godere queste bellezze in modo completamente gratuito. Tutto ciò, nonostante l’opera sia sicuramente costata un po’ di soldi; si consideri l’immane quantità di cemento e metallo impiegati nella sua realizzazione e i diversi mesi di lavoro per costruirla. Fortunatamente, ma non si sa per quanto ancora, non è previsto il pagamento di un biglietto per potere ammirare l’Aschemone. Chi lo dice che con la cultura non si mangia?

Autore dell'articolo: Carlo Simonelli

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