La Croce Rossa a scuola

635846882941109950Come si potrebbero educare i bambini al confronto, al dialogo? Come li si potrebbe sensibilizzare su argomenti delicati che appartengono alla vita di ogni giorno? Come proiettarli in un mondo dove esiste solo l’aiuto per il prossimo, dove l’umanità viene considerato il principio fondamentale? A tutte queste domande, rispondono i giovani della Croce Rossa Italiana di Vibo Valentia, sede di Tropea, che, con il loro progetto “ A scuola con la CRI”, hanno iniziato già da un mese a sensibilizzare i bambini frequentanti le classi quarta e quinta della scuola primaria ‘Don Francesco Mottola’ di Tropea. Il progetto, con cadenza mensile, è iniziato il 20 Novembre e si protrarrà fino al mese di Maggio, in modo da concludere ben sei lezioni interattive, piene di giochi e di divertimento. I giovani della Croce Rossa Italiana si propongono di sensibilizzare la popolazione tramite la peer education, l’educazione alla pari. Io insegno a te, ma non vuol dire che tu non puoi insegnare a me; io non sono superiore a te, ma siamo tutti allo stesso livello. In questo modo la comunicazione è più efficace, si possono condividere esperienze più facilmente, ci si sente a proprio agio e ci si riesce ad integrare di più. Il primo incontro ha visto come argomento la Croce Rossa: ‘Che cos’è? Come è nata?’, ma soprattutto, quali sono i principi su cui si basa? I bambini hanno sfoderato tutta la loro fantasia e conoscenza davanti a parole difficili come imparzialità, neutralità, universalità. Piccoli, con dentro un mondo. Un mondo diverso dal nostro, ma pieno di saperi innocenti e ingenui, ma veri. Il secondo incontro tratterà di educazione alimentare, di igiene e dieta. Il terzo parlerà dell’educazione ambientale, il quarto li sensibilizzerà per quanto riguarda l’educazione alla sicurezza stradale. Il quinto incontro sarà l’integrazione di quello che è lo straniero, colui considerato diverso. Il sesto incontro riguarderà invece il bullismo. Argomenti quotidiani verranno affrontati dai bambini con grinta e serietà. Il fine ultimo è quello di prevenire situazioni insane, e da chi iniziare se non dai bambini?

Autore dell'articolo: Teresa Pontoriero

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