Tropea capitale europea della cultura! Perché no? Almeno proviamoci…

Matera fino a qualche decennio fa era definita una “vergogna nazionale”

Bruno Cimino

di Bruno Cimino

Ogni anno due nazioni dell’Unione europea vengono scelte per la designazione di proprie città a “capitale europea della cultura”. Per questa investitura sono previsti ragguardevoli benefici economici destinati a finanziare i progetti di elevato interesse artistico che le neo capitali della cultura intendono realizzare, e certamente per potenziare strutture e infrastrutture necessarie allo sviluppo del programma presentato.

Il 2019, come sappiamo, vede la città di Matera (Italia) come una delle due capitali europee della cultura, l’altra è Plovdiv (Bulgaria).

 

 

Le successive, già designate, sono:

– 2020 Fiume (Croazia) e Galway (Irlanda)

– 2021 Timisoara (Romania), Elefsina (Grecia) e Novi Sad (Serbia)

– 2022 Kaunas (Lituania) ed Esch (Lussemburgo)

La prossima canditura italiana, insieme alla Grecia, è già stata calendarizzata per il 2033. È una scadenza apparentemente dai tempi lunghi, però utili se si pensa non solo al pari diritto che tutte le nazioni dell’UE hanno per la designazione, ma anche a tutto ciò che attiene la parte che precede le nomine definitive e che consiste, in sintesi, nelle riunioni delle varie commissioni europee appositamente nominate, nella pubblicazione del concorso, nella presentazione delle domande che devono essere esaminate sulla base di una serie di criteri standard o da implementare, nella preselezione delle candidature e, se tutto procede senza imprevisti, nelle definitive conclusioni da parte di una giuria di esperti.

È superfluo soffermarsi sul ritorno d’immagine che le località prescelte hanno e che interessano la riqualificazione e il potenziamento a livello internazionale del profilo urbano, quindi la valorizzazione dell’immagine dei luoghi della città, una scontata maggiore vitalità culturale e, non ultimo, il rilancio dell’industria turistica.

Fatta questa premessa, la domanda è: perché non pensare ad una candidatura di Tropea a capitale europea della cultura?

Questa città ha una storia straordinaria, non è inferiore a nessuna di quelle che dal 1985 in poi sono state insignite del titolo di capitale europea della cultura, è una delle maggiori località turistiche italiane, ricca di tradizioni, può annoverare personaggi di grande spessore culturale, l’attuale anagrafe cittadina dispone, per ogni settore, di un enorme potenziale di professionisti dalle indubbie capacità per sostenere qualunque impegno industriale, sociale e culturale. In questo caso è davvero inutile chiedere all’oste com’è il vino, è sufficiente assaggiarlo.

Dunque? Possiamo fare in modo che questo sogno diventi realtà? Almeno proviamoci! Le forze politiche locali, e oggi più che mai l’amministrazione comunale, composta da persone che sanno come rimboccarsi le maniche, valuterà di certo positivamente questa missione… possibile.

 

Autore dell'articolo: Redazione

Redazione
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